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Questa volta il golletto al Palermo non è bastato, il tutto a vantaggio del Piacenza che intasca un punto pesantissimo allo stadio "Barbera", dove finora Cagliari, Ternana e Pescara nell’ordine si erano inchinate, e guarda avanti con rinnovata fiducia e con l’entusiasmo di chi si è opposto al destino avverso. Un destino tremendo che evidentemente aveva deciso la sconfitta del Piacenza. Gli emiliani non meritavano di tornare a casa con le pive nel sacco, perché avevano giocato un buon primo tempo e avevano tenuto testa ad un Palermo confuso più che svogliato, tradito dall’eccessiva sicurezza e dalla sua naturale presunzione. Che questa volta, però, non ha pagato. Non sarebbe potuta sempre andar bene alla formazione di Baldini che, dopo essere passata in vantaggio con Toni (ma sul gol grava una irregolarità in fase di preparazione commessa da Terlizzi, improvvisatosi uomo- assist), è stata raggiunta proprio allo scoccare del 90’ da un bellissimo gesto atletico di Beghetto, colpo di testa in elevazione e palla all’incrocio dei pali alla destra di Berti. Il Piacenza non ha rubato nulla, al Palermo rimane il rammarico per avere gettato alle ortiche una ghiotta occasione. Palermo falcidiato dalle assenze (Zauli, Asta, Codrea, Corini e Atzori), mentre il Piacenza rinuncia solo a Fattori e getta nella mischia Lucenti e Tarana al fianco di Beghetto. Il vento disturba lo svolgimento del gioco e a trarne giovamento sono gli emiliani. La squadra di Cagni, tuttavia, non commette l’errore di aspettare i rosanero nella propria metà campo e prende subito in mano l’iniziativa. All’ 8’ un cross dalla destra di Lucenti crea lo scompiglio nella difesa del Palermo che traballa quando Radice raccoglie la sfera dal limite e fa partire un tiro che Terlizzi devia, mandando il pallone poco oltre la traversa. La reazione del Palermo è affidata a Toni che al 10’ viene lanciato in area da Mutarelli e si fa ribattere la conclusione da Cristante. La risposta del Piacenza è pronta ed efficace: Radice disegna una parabola insidiosissima che costringe Berti a un intervento acrobatico. La partita è gradevole, divertente, ma si ha la sensazione che le assenze (Corini, per esempio) penalizzino più il Palermo che la formazione ospite. Al 17’ il Piacenza confeziona la palla gol più ghiotta: cross di Radice dalla sinistra per Beghetto che colpisce di testa, indirizzando il pallone verso l’incrocio, Berti è superato, ma il pallone si infrange sulla traversa. Ancora una volta, il Palermo è pronto a rispondere con Gasbarroni che conclude da buona posizione, ma sfiora la traversa. Al 23’ Terlizzi "regala" una palla d’oro a Beghetto che perde l’attimo giusto per la conclusione a pochi passi da Berti e anche l’opportunità per portare in vantaggio i suoi. Il tempo si chiude con il Piacenza in avanti. Nella ripresa la partita non cambia, il Palermo tenta di macinare gioco, ma non riesce a superare la barriera di centrocampo degli emiliani che quando ripartono verso la trequarti avversaria fanno paura. Al 18’ il Palermo passa in vantaggio, in maniera alquanto inaspettata, con Toni (alla sua prima rete in rosanero) che raccoglie un assist aereo di Terlizzi (autore di un fallo su Mangone) e insacca di testa a porta vuota. Inutili le proteste dei giocatori biancorossi, Cruciani convalida per molti (e per lo stesso Cagni) ingiustamente. Poco dopo la mezz’ora il nuovo entrato Cipriani, ben lanciato di testa da Beghetto, spara su Berti in uscita, che gli preclude la strada del gol. Il Piacenza merita il pareggio e lo ottiene proprio allo scoccare del 90’ grazie a Beghetto che raccoglie un cross di Campagnaro e deposita il pallone sotto l’incrocio alla destra di Berti. Finisce tra i fischi. Adolfo Fantaccini E’ stato un Piacenza da applausi. Sotto di un gol con la collaborazione dell’inqualificabile Cruciani (sì proprio lui) l’unico a non avere visto in occasione della rete di Toni, una plateale spinta del centravanti del Palermo ai danni Campagnaro, i biancorossi hanno chiuso alla grande, ottenendo il meritato pareggio con Beghetto, che è salito in cielo e di testa ha messo il pallone all’incrocio dei pali, là dove Berti non poteva proprio arrivare. Da elogiare la prestazione dei ragazzi di Cagni, che hanno dimostrato di avere un gioco lineare e concreto, di essere in possesso di doti tecniche notevoli e soprattutto di non mollare mai. Non era facile rimontare una rete al 18’ del secondo tempo, contro una squadra costruita per vincere il campionato e sorretta da circa 18mila persone. Il Piacenza c’è riuscito. Attraverso la filosofia del gioco voluto da Cagni, grazie a un’organizzazione superiore rispetto a quella degli avversari e soprattutto grazie a una grande determinazione. Gioca a memoria questo Piacenza e crediamo che potrà dire la sua. Con merito. Senza fronzoli, con tanta volontà e con la concezione geometrica ed euclidea di un calcio da ragionieri preparati e seri. Nessuno ha sbavato e tutti i biancorossi sono da elogiare. Più di ogni altro merita una citazione Gigi Beghetto, un professionista esemplare. Non solo per il gol realizzato ma anche per la traversa centrata nel primo tempo e per la mole di gioco sviluppata sia in fase offensiva che quando si è trattato di difendere. Comunque un bel vedere. Mauro Molinaroli GUARDALBEN 6 E’ sicuro, tempestivo, nel gol non può intervenire, ma per il resto trascorre una serata senza eccessivi patemi. Il Palermo non è in grande serata ed i risultati sono davanti agli occhi di tutti. CRISTANTE 6 Becca un cartellino giallo per un fallo quasi inevitabile, per il resto si disimpegna con grande concentrazione. Si vede che è un giocatore sprecato per la B. E’ un po’ lento e spesso Gasbarroni lo mette in difficoltà, ma alla fine la sua esperienza prevale. CAMPAGNARO 7 Mette lo zampino nel gol del pareggio realizzato da Beghetto, rende la vita difficile a Toni e quando viene chiamato in causa nei disimpegni riesce a svolgere il proprio lavoro con grande scioltezza. Se il Palermo non sfonda molti dei meriti sono suoi. MANGONE 6,5 Calma, esperienza, saggezza tattica. Emblematico il suo recupero a metà del secondo tempo quando Brienza allunga il pallone e scatta in avanti. Il difensore non si scompone e, anziché puntare l’avversario, va verso il pallone. Morale: Brienza viene fermato prima ancora che tenti di andare via. RADICE 6,5 Nella passata stagione aveva creato non pochi grattacapi al Palermo con le sue scorribande sulla fascia sinistra, quest’anno si è ripetuto, andando anche al tiro. E’ stato uno stantuffo inesauribile e spesso incontenibile. Soprattutto nel primo tempo si è impadronito della fascia di competenza (la sinistra), dominandola in lungo ed in largo. Davvero una buona partita, la sua. LUCENTI 5,5 Una prestazione più ricca di ombre che di luci. E’ arrivato a Palermo indossando i panni, a volte troppo scomodi, dell’ex. Si è visto poco, non è stato il solito, esplosivo, indomabile Lucenti. RICCIO 6,5 Molta sostanza a discapito della qualità. In un centrocampo affollato, Riccio ha cercato di disimpegnarsi con grande scioltezza, ma non sempre c’è riuscito. Poteva anche fare di più, tuttavia ha avuto il merito di entrare subito in partita. E, visti i risultati, non è davvero stata cosa da poco. PATRASCU 6,5 Buona prestazione, la sua. Ha diretto il traffico con straordinaria tenacia e se il centrocampo del Piacenza non ha accusato pause è anche merito suo. E’ un giocatore che meriterebbe altri palcoscenici. MICELI 6,5 Il terreno dello stadio "Barbera", fino all’anno scorso Favorita, evidentemente deve ispirarlo, perché ogni volta che gioca a Palermo, Miceli si esalta. Qualche anno addietro, quando indossava la maglia del Cosenza, offrì un’esibizione da incorniciare ed anche ieri sera non è stato da meno, attaccando gli spazi e non dando tregua agli avversari in ogni zona del campo. TARANA 6 Non era la sua partita, ha corso come un matto per garantire appoggio a Beghetto e solo a tratti c’è riuscito. E’ uscito dal campo stremato, lasciando la "sua" squadra sotto di un gol. BEGHETTO 7 Un gol ed una traversa sono il bilancio dell’attaccante biancorosso che si è fatto vedere poco, ma quando è entrato in azione si è fatto sentire. Ha segnato uno splendido gol in elevazione e alla fine sicuramente è risultato fra i migliori della "sua" squadra.
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