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Gli artisti e le opere lettoni conosciuti internazionalmente sono pochi. Nonostante il ricco materiale popolare (ballate, canzoni, proverbi), risalga in certi casi a una remota antichità, la letteratura lettone è piuttosto recente: la prima pubblicazione, un catechismo, apparve nel 1585 ma non si può parlare di vera e propria letteratura fino alla seconda metà del '700, allorché i due Stenders, padre e figlio, utilizzarono il lettone per la poesia e il teatro. Il loro esempio fu seguito da altri autori, al cui fervore si oppose la censura zarista. Il movimento letterario esplose tra il 1860 e il 1890, col sorgere della coscienza nazionale e fu in questo periodo che Andrej Pumpurs diede alla Lettonia il suo poema epico nazionale, il Lacplesis (Lo squartatore d'orsi) basato su racconti popolari tradizionali, fu la prima importante opera della letteratura di questo paese.
L'esponente principale della letteratura lettone è Janis Rainis (1865-1929): i Lettoni sostengono che egli avrebbe potuto avere la stessa fama di Shakespeare o Goethe, se solo non avesse scritto in una lingua tanto sconosciuta.
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